La mezza di San Gaudenzio

Immagine 1Ed è arrivato finalmente l’appuntamento con San Gaudenzio a Novara: la corsa come da tanto tempo volevo sentire. Quando ho saputo che, in concomitanza alla mezza maratona del 26 gennaio, ci sarebbe stata una corsa non competitiva in cui erano ricercati i camminatori ho pensato che per fortuna esiste chi apprezza il mondo degli amatori. Ma in generale, tutto l’evento di San Gaudenzio è un invito alla rivoluzione dello sport: niente iscrizione Fidal ma solo Uisp che per definizione è la sezione dedicata allo SPORT PER TUTTI! E così è stato, senza peccare di qualità organizzativa nonostante il basso costo d’iscrizione che non ha sacrificato di certo il pacco gara, ricco ancora di alimenti genuini del territorio con affiancato un comodo gadget invernale: lo scalda-collo. Ero certa che sarebbe stata un’emozione tornare a Novara, ma sono le tapasciate così come le manifestazioni dedicate al passo libero che stanno diventando una boccata d’aria fresca, come la manna dal cielo. Sapere che ci sono organizzatori che pensano ai camminatori o ai neofiti della corsa e che riescono a riservargli uno spazio di gloria fa davvero tanto onore e alza molto il morale, perché per quello che mi riguarda la corsa è per tutti e deve rimanere uno sport da promuovere non solo per i super-dotati. Il mio rammarico infatti non è stato tanto il fatto di “accontentarmi” di una 10! Km quanto più il fatto che per 2 edizioni consecutive ho disputato questa mezza maratona con condizioni meteo rigide: con la neve la prima volta e con la pioggia la seconda volta…Soltanto ieri, che era una giornata di sole con temperature primaverili è toccata un’altra sorte. Io, Agostino e Paolo siamo stati i primi a saggiare questo percorso spettacolare al punto che questa mezza si potrebbe chiamare: la mezza del giro delle 5 cascine. Questo perché una volta abbandonata la periferia di Novara si entra nelle campagne, in un clima raccolto, più vicino alla nostra corsa quotidiana al punto che sembra quasi di essere sotto casa e non ci si accorge dei chilometri che passano. Una mezza che in tanti hanno boicottato per il freddo, coincidendo con la fine di gennaio, e che oggi invece tanti apprezzano perché è uno dei primi grandi incontri di inizio anno. Viene quasi da definirla la “sconosciuta” che tanti ignorano e che quando viene scoperta tanti corteggiano, persino Linus. Perchè se un famoso DJ trova il tempo per correre a Novara una mezza di poco clamore, forse San Gaudenzio non è poi così tanto male! E credo che in futuro, con neve o pioggia San Gaudenzio esisterà ancora nella mia agenda runner.

Dal canto mio ho approfittato della 10 km e con soddisfazione posso dire di aver partecipato alla mia prima family run, dato che eravamo in due. È bello che qualcuno pensi ad un giro meno impegnativo per chi accompagna i propri cari o più semplicemente invoglia le piccole leve a dilettarsi con mamma e papà in una nuova avventura. Quando lo speaker ha dato il via è stata una festa ed è stato interessante vedere i piccoli gruppetti di amici, compagni di lavoro e bambini avviarsi per i 10 km. Solo poche persone correvano seriamente, il restante eravamo “tapascioni”. Di fatto si è trattata di una tapasciata, con i primi 3 km su asfalto, 3 di sterrato nelle campagne e poi il ritorno alla partenza con gli ultimi chilometri sul tracciato della mezza. Quando sono partita ho sperimentato la camminata veloce e qualcuno a bordo strada mi ha detto: ma non stai correndo, stai marciando!! La tentazione era di insultarlo: chi l’ha detto che bisogna per forza correre?!? Mi sono girata e gli ho detto: “non posso correre, sono in gravidanza…faccio quello che posso e per ora sono una marciatrice veloce”. Il bello era che a fianco a me c’era gente che correva e che ha chiuso il traguardo insieme a me. Il mio camminare veloce era la corsa lenta di tanti ed io ne ho approfittato per fare alcune considerazioni importanti: se sono riuscita a chiudere una 10 km in un’ora e un quarto scarso camminando e chiudendo con lo stesso tempo di altri che correvano piano, significa che non solo la corsa è per tutti ma anche che tanti appuntamenti sono alla portata di tutti. L’altra cosa bella è stata vedere i genitori runners dare i consigli ai propri figli e stare al loro passo, alternando cammino e corsa. Quale modo migliore per trasmettere un buon stile di vita salutare e di poco costo se non quello di partecipare ad una corsa non competitiva a passo libero? Mi sono vista io tra un po’ di anni e spero proprio un giorno di dover essere io ad inseguire una creatura più giovane di me e chissà magari un giorno partecipare insieme ad una maratona, come mi era capitato di vedere al lago Maggiore: una signora che indossava una maglietta con scritto “oggi è il mio compleanno” ed a fianco un ragazzo che portava scritto “auguri mamma!”.

ImmagineRimane il fatto che i 10 km a me sono volati e quando sono giunta al traguardo ho voluto attendere Agostino per poter ricambiare tutte le volte che è stato lui ad aspettarmi ed incitarmi per gli ultimi 100 mt. Quando l’ho visto arrivare ho pensato che sarebbe stato bello tagliare il traguardo insieme e la mia domanda sembrava tanto quella che fa un bambino: posso venire anch’io? Dopo una titubanza iniziale è stato proprio Agostino ad accettare e così ho volato con lui per gli ultimi 70 mt portando al traguardo tutta la “strada” fatta insieme.

E se gli altri anni ho trovato solo il freddo, quest’anno negli spogliatoi ho avuto il privilegio cha a San Gaudenzio non ho mai avuto: fare la doccia calda! Per la prima volta mi sono trovata con quelle che arrivano davanti a tutte, le prime della classifica…e per quanto non abbia corso la 21 ed ero quasi un’infiltrata, mi sono posta un obiettivo ragionevole: forse non sarò mai una top runner ma se riesco a migliorare di qualche minuto i miei tempi forse riuscirò anche in futuro a fare la doccia calda!! Perché come ha detto una di loro: siamo contente anche se ci regalano solo un mazzo di fiori e se ci danno uno spogliatoio dove cambiarci, l’importante è partecipare e arrivare fino in fondo. Ed è così che il mio appuntamento per la prossima edizione di San Gaudenzio ha già posto nel calendario e magari il mio pace maker sarà munito di quattro ruote, con l’obiettivo di tagliare ancora il traguardo insieme tutti e 3.

Questa non poteva che essere una domenica meravigliosa, ma per qualcuno di noi si è conclusa malamente lasciando l’amaro in bocca non tanto per la gara ma per la disavventura con i ladri di turno. Lascio immaginare le imprecazioni e gli scongiuri che sono volati quando abbiamo visto la macchina del Paolo con il finestrino sfondato…ancora una volta l’episodio di vandalismo rovina pesantemente la giornata, augurandoci di non doverci imbattere più in situazioni del genere. Spero che in futuro le organizzazioni pensino ancora di più a tutelare i podisti da questi furti per non rendere queste occasioni delle semplici occasioni per “ladri”.

Serena

 Nome Tempo Real_Time
 Conti Enrico 01:29:48 01:29:22
 Restelli Paolo 01:35:06 01:34:35
 Oliva Sebastiano 01:36:09 01:35:42
 Alberti Agostino 01:37:26 01:36:59
Ranzenigo_Giorgio 01:37:45 01:37:14
 Verzaglia Walter 01:42:16 01:41:45
Doddato Giusy 01:53:09 01:52:37
 Pappini Alessio 01:55:20 01:54:47
San Gaudenzio
San GaudenzioGen 28, 2014Photos: 3
 

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