Veniano: il piacere della camminata

Immagine 1Veniano: la tapasciata dietro la porta di casa. Sembra una sciocchezza, ma credo che gli eventi a portata di mano abbiano proprio il terreno migliore per far esordire quelli che ancora sono indecisi se venire la domenica a correre o più semplicemente camminare. È difficile rimanere delusi se si fa poca strada, si arriva al punto di ritrovo (generalmente ben segnalato) e se ad accoglierci ci sono flotte di volontari che dedicano la loro giornata a garantire un ottimo servizio sulle strade e ai ristori, contribuendo al confort dei partecipanti indipendentemente dalle condizioni climatiche. La tapasciata di domenica mi ha ricordato un po’ la mia prima tapasciata in assoluto, ben 4 anni fa. Allora correvo senza obiettivi, solo per stare bene, e le uniche “dritte” le prendevo dalle riviste di corsa. È stato proprio leggendo il calendario in fondo a queste che ho scoperto le tapasciate e la novità è stata che ce n’erano anche vicino casa, come a luglio a Mozzate. Tornavo dall’aeroporto di Malpensa dove avevo lasciato mia madre in partenza per le vacanze ed erano le 7 del mattino. Ho pensato: “arrivo a casa, metto le scarpe e vado a correre a Mozzate…ormai sono già sveglia”. Non ero molto allenata, ma le mie 2 uscite settimanali mi avevano dato un po’ di fiato… A dire il vero non sapevo neanche quanto corressi, dato che era l’epoca del “senza garmin”. Quel giorno i miei primi 12 km tutti in pineta conclusi una scoperta sensazionale, come anche il fatto di sentirmi appagata dalla mia piccola conquista, ripromettendomi un giorno di poter concludere un giro un po’ più lungo…

Domenica a Veniano mi sembrava di essere così e forse la vicinanza del posto mi ha fatto ricordare come è bello sentirsi in forma anche con poco. A dire il vero le giornate di diluvio che si sono alternate nei giorni precedenti mi avevano già tolto la speranza di partecipare, ma più trascorrevano le giornate più la voglia di non mancare alla tapasciata domenicale si faceva strada. È stato così che al sabato ho pensato che se il cielo ci avesse regalato una piccola tregua dalla pioggia, anche diminuendo solo d’intensità, avrei partecipato comunque. In aggiunta l’idea era quella di partire da casa a piedi, in modo da iniziare a scaldarmi bene: in fondo da Limido a Veniano sono solo 3 km e facendone altri 6 di tapasciata e altri 3 a tornare, avrei messo nel cassetto dei bei chilometri di passeggiata risparmiando anche sull’ambiente…perché andare in auto se si può camminare? Così domenica dopo aver guardato fuori dalla finestra mi sono preparata, indossando tutto quello che ho capito che una camminatrice deve avere: uno strato scaldante (anche una tuta andrebbe bene), un giubbino antivento, un k-way leggero a portata di mano, cappellino e guanti se previsto freddo e scarpe comode (meglio se già predisposte per il running). Erano le 7 e 30 ed io ero già in cammino per Veniano. Le primi luci si facevano strada, l’aria era fresca ma non fastidiosa, la gente iniziava a svegliarsi ma tutto taceva per le vie. Arrivata al rondò dove parte il “Veniano” (la salita delle ripetute di marathon Katta) ho incrociato la carovana 5 cascine! Credo che se ci fossimo dati appuntamento lì non saremmo stati così fortunati nel trovarci proprio in quel punto. La Simona mi ha offerto un passaggio ed ho accettato volentieri per poter così partire tutti insieme. Il caso ha voluto che qualche iscritto non abbia potuto partecipare e così ho preso posto io… Il presidente pensava di essere testimone al primo teletrasporto vedendomi comparire dal nulla e la domanda non poteva che essere: da dove arrivi??. “Sono venuta direttamente da casa a piedi” ho risposto, in fondo cosa sono 3 km in più di camminata? se ne faccio già 6 di tapesciata, male di certo non mi fa! Ma non sono stata l’unica a fare queste somme di chilometri alla domenica.. qualcuno addirittura moltiplica: c’è chi abitualmente fa i 2 giri, c’è chi come Marco e Alessandro che domenica ha sommato i 12 e i 18 in preparazione ai trail o alla maratona o chi invece ha proposto di allungare i 18 in pinetina… Siamo fantasiosi noi delle 5 cascine…

Sta di fatto che poco dopo le 8 eravamo già tutti impegnati nel tracciato e domenica per fortuna non ero l’unica del gruppo che camminava, perché si è unita anche la moglie di Giorgio (noto a tutti come Giorgione). Senza farlo apposta, ci trovavamo a superarci, io guadagnavo in discesa e lei mi riprendeva in salita ed ironicamente dicevamo: facciamo gara noi oggi! I 6 km erano prevalentemente su asfalto, con brevissimi tratti di sterrato, ma comunque lontani dal traffico dei paesi dato che ci si portava verso la pinetina. Dopo aver lasciato il campo di allenamento dell’inter si tornava verso Veniano affrontando ancora tratti in salita. Nulla di eccessivamente impegnativo e siamo arrivate per giunta al traguardo senza prendere una goccia d’acqua e senza inzupparci i pantaloni. Al ristoro finale, per la prima volta ho beneficiato del fatto di essere arrivata tra i primi per poter ritirare lo yogurt, il premio personale per la tapasciata. Come si fa ad essere scontenti se dopo la “fatica” ci danno anche il dolcetto? Credo che dovrei ringraziare chi ha inventato le tapasciate perché veramente sono uno stimolo per dilettanti e non a schiodarsi dal divano e dal letto. E quei piccoli doloretti muscolari sono quasi piacevoli da sentire, meno fastidiosi di quelli post-gara ma squisitamente presenti per farmi ricordare che in fondo ho fatto un po’ di sano esercizio. L’unica cosa che ho rimpianto di questa domenica non è stato tanto il fatto di non aver potuto correre, quanto più il fatto di non aver potuto proseguire nel percorso dentro il parco pineta: quanto mi sarebbe piaciuto schizzare qua e là un po’ di fango dalle pozzanghere ed inzupparmi anch’io come hanno potuto fare gli altri ed essere come mi dipinge Agostino (lui che si definisce “animale da asfalto”): come Peppa Pig che si rotola nelle pozze, come i cinghiali che quando vedono il fango ci si tuffano dentro.

Spero di poter vedere ancora nuovi partecipanti alle prossime tapasciate, pertanto non resta che invitare chi ancora non l’ha fatto di unirsi a noi e per chi già lo ha fatto di proseguire…anche quando il tempo è meno clemente!

Serena

Ti è piaciuto l'articolo? Perché non lasci un commento?