Aranciolonaaa !!!

Non poteva mancare il fiore all’occhiello di questo febbraio: l’Aranciaolona! Che dire di una tapasciata che ogni anno colpisce per originalità e organizzazione impeccabile? Un evento così non può mancare nel calendario dei tapascioni, ma credo anche in quella dei runners convinti. Ogni anno la risposta dei partecipanti è notevole tant’è che nonostante l’organizzazione metta a disposizione un’enorme quantità di parcheggi, risulta sempre difficile posteggiare le auto di tutti. Ed ogni anno è stato particolare il “clima” della giornata al punto che abbiamo visto un’aranciaolona con -18°, un’aranciaolona con la neve e un’aranciaolona con la pioggia. Quest’anno inoltre siamo stati partecipi della novità, in quanto in concomitanza della tapasciata si è svolta anche la gara competitiva di 22 km a cui hanno aderito alcuni nostri temerari 5 cascini con tanto di chip. Anche in questo caso gli organizzatori sono stati abili nel sincronizzare i tempi, facendo in modo di accontentare tutti senza disguidi, tapascioni e non, permettendo ai podisti di non rimanere imbottigliati nel traffico dei camminatori e garantendo la sicurezza sulle strade e non solo.

Immagine 1Già diverse settimane fa i ricorrenti e spiacevoli furti della domenica, di cui qualcuno di noi è rimasto peraltro vittima, avevano allertato gli organizzatori e sulla Prealpina avevano annunciato che quest’anno avrebbero messo in atto un servizio d’ordine per impedirne altri spiacevoli serie. Non so se siano riusciti nell’intento, certo è che c’era molta security e molti volontari in bicicletta che facevano la ronda sia sulle strade sia nei pressi del punto di ritrovo. Insomma come ogni anno dell’aranciaolona proprio non ci si può lamentare e credo che se il tempo non ci aiuta, di certo non ci può far niente nessuno. Anche per me quest’anno è stata diversa ed altrettanto particolare, dato che ho deciso di esordire come “nordic walker”. In questo periodo infatti sto sperimentando tante piccole novità che mi danno tanta soddisfazione e dato che domenica tanti dei nostri soci avevano pianificato il lunghissimo pre-maratona, ho approfittato anch’io dell’occasione per fare qualche chilometro in più. Mi sono chiesta: perché lasciare in cantina i “bastoncini” utili per le arrampicate nei trail ma versatili anche per il cammino? Domenica mattina pensavo di esser presa in giro per il mio equipaggiamento ed un po’ mi vergognavo, ma poi camminando sono stati molti i camminatori (e anche qualche runner) che hanno invidiato le mie due gambe in più. Era da tempo che volevo sperimentare il nordic walking e questa è stata la migliore occasione che potessi cogliere. Ne ho apprezzato da subito il vantaggio: camminare più veloce, sincronizzando il movimento delle braccia in modo da renderlo un esercizio aerobico a tutti gli effetti. Inoltre il contributo delle braccia al movimento in generale permette di muovere meglio il busto e la parte superiore del nostro corpo che spesso lasciamo ferma ed accompagnando il gesto con le gambe risulta un ottimo esercizio anche per la colonna. “Scaricando” un po’ di peso sui bastoni si evita una postura scorretta con la schiena ed il movimento diventa più fisiologico, anzi addirittura il rinforzo generale della muscolatura è meno traumatico e più “gentile”. Insomma per le lunghe passeggiate e camminate veloci i bastoncini hanno il loro “perché”! L’altra nota positiva di questa domenica arriva dal fatto che contrariamente a quanto pensassi non sono mai rimasta sola. Temevo che dopo la deviazione, una volta inoltratami nel percorso dei 18 km, di incontrare pochi runners che mi avrebbero superata per poi lasciarmi in solitaria tutta la seconda metà del percorso. In realtà questo non è avvenuto, complici sia il fatto che tutti noi delle 5 cascine siamo partiti presto (alle 8 puntuali eravamo già sul percorso), sia il fatto che arrivava continuamente gente che era partita più tardi. Ho impiegato 50 minuti per raggiungere il primo ristoro dei 6 km dove ad accoglierci c’era, come l’anno scorso, musica a tutto volume e Antonio Capasso pronto ad immortalare il nostro passaggio. Mi aspettavo di trovare anche il “wc”, attrattiva della scorsa edizione, che ha permesso di ironizzare con foto singole o di gruppo…ma va bene così… Poco dopo la deviazione, un gruppetto mi supera e mi lanciano subito un invito per la seconda domenica di maggio: la tapasciata Castellanza-S. Monte con 35 km di sola camminata, molto simile all’Ilde day delle 5 cascine dello scorso anno. Sarebbe bello poter partecipare, ma a maggio non so se sarò in condizioni di poter fare 35 km di cammino…nel mio stato pre-maman forse sono un po’ troppi.. Ovviamente chi mi ha invitata non si è accorto della mia pancia, che ancora si maschera sotto l’abbigliamento pesante invernale da camminatrice, ma l’iniziativa può essere estesa a tutti perché credo che sia molto interessante. Il mio camminare veloce e regolare mi ha portata poi ad incontrare al secondo ristoro Gabriele P., Gabriele L. e Stefano che avevano allungato di circa 6 km inserendo un “fuoripista” e dopo qualche chiacchiera si riprende. In men che non si dica arrivo in zona 11° km nel pezzo più bello dei 18: tutto boschi, salite e fango! Mi dispiace che questo non sia stato altrettanto apprezzato da una podista che ho sentito arrivare da dietro, imprecando contro la pioggia che nel frattempo aveva fatto il suo ingresso e contro il fango che ci trovavamo tra i piedi. Oltretutto si è azzardata in una “battuta” spiacevole chiedendomi: “ma a che ora sei partita con i bastoncini: all’alba?!” mi sono un po’ risentita e con orgoglio le ho risposto che ero in cammino dalle 8 e considerando che erano le 9.30 scarse credo che in quel fango si sia sentita sprofondare dato che ha esclamato: “vuoi dire che sto andando alla tua stessa velocità di cammino?”… Ha impiegato un po’ per superarmi e per sparire nell’orizzonte e credo che si sia impegnata pur di non arrivare insieme ad una camminatrice. Ricordo che al suo ennesimo biasimo per la pioggia devo averle detto che nella corsa come podisti affrontiamo ben cose peggiori di una semplice rinfrescata…ed il mio pensiero è andato ai compagni d’avventura che di chilometri da fare ne avevano ben 35 e che quella pioggia di certo non li avrebbe di certo aiutati. C’è voluto poco per fare altra strada e dopo aver sceso la scalinata che riportava in valle per ricongiugerci al tracciato dei 13 km, incontro un altro gruppetto di podisti che mi riconosce dalla divisa 5 cascine. Stupiti dalla mia nuova versione camminatrice anche per loro la domanda nasce spontanea: “perché il nordic walking?”. Ed è così che con fierezza annuncio il mio reale motivo, la mia piccola pancia che porto a spasso. Gli ultimi chilometri li immaginavo più piacevoli, ma in realtà il tracciato era quasi tutto su asfalto e mi è mancato molto l’ultimo nonchè consueto tratto che costeggiava la vecchia ferrovia nella valle, che quest’anno non è stato inserito (probabilmente a causa del maltempo delle ultime settimane, che ha contribuito agli allagamenti). Probabilmente l’adeguamento per le condizioni meteo e per la gara competitiva ha obbligato ad un cambio di programma che comunque non ha stravolto più di tanto la manifestazione. Ad un chilometro dall’arrivo ho avuto il privilegio di assistere all’arrivo trionfante dei primi classificati della competitiva inzuppati anche loro di fango e acqua ma per nulla appesantiti dalla fatica. Ho chiuso in 3 ore la mia impresa e poco dopo, sincronizzati come orologi svizzeri, sono arrivati tutti i compagni del lunghissimo. Il ristoro finale, come da tradizione Aranciaolona oltre ad essere uno dei più ricchi ha presentato come ogni anno le sue prelibatezze: pasta e fagioli, salumi e leccornie di ogni genere. E non si può tornare a casa dall’ aranciaolona senza la retina di arance, sempre genuine e di qualità. Ancora una volta l’organizzazione del gruppo “podismo e cazzeggio” ha saputo stupirci e ancora una volta una tapasciata ha reso tutti noi podisti “e non” ancora più contenti. Io ho portato a casa un’altra avventura, ma anche la simpatia di tutti nell’affrontare ancora una volta una preparazione maratona in gruppo con affiatamento e costanza, senza competizione ma con il solo spirito di divertirsi e migliorarsi un po’.

Grazie a Tutti!

Serena

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