Turin Marathon – by Ago

Torino, c’est plus facile ( a parole…. )

A volte lo stesso numero, lo stesso cronometro, possono sembrare diversi per come li si vive. Il mio tempo di Torino puo’ sembrare fantastico – a chi magari da una vita tenta di infrangere un muro che non viene giu’ – o puo’ lasciare l’amaro in bocca – se si pensa che alla mezza avevo una proiezione da quasi- personale. Ieri sera ( cioè immediatamente dopo la gara… ) la stavo vivendo un po’ in questo secondo modo , come quelli che si rileggono il copione dei 42 km per cercare dove si è sbagliato, dove si poteva fare meglio, cosa ci si poteva aspettare per non scoppiare. Poi oggi, come nella scena di in un film nella quale la telecamera lascia il particolare e si allarga ad inquadrare il contesto generale, della “delusione” del giorno prima non rimane niente se non la consapevolezza di averci provato.
Torino è stata scelta in quanto scorrevole, piatta, vicino a casa, e – forse questa è la ragione principale – perchè poteva rappresentare la data ultima di una stagione forse irripetibile. 5 maratone, altrettante mezze, una 30 ed una 33 km ufficiali. Calcolatrice alla mano quasi 400 km solo di gare. Una follia ? Forse. Ma con un anno intero senza bici dovevo pur trovare un modo per scaricare le tensioni di tutti i giorni…..
Si parte il sabato da Milano, con l’ennesimo treno di questo 2013 ormai battezzabile “ferroviario”. Torino ci accoglie con una giornata davvero bella, e per una volta non dobbiamo preoccuparci delle previsioni per il giorno dopo. Sole e temperatura mite ci assisteranno per tutto il weekend. La vigilia ormai è una sequenza di riti collaudati: carico di carboidrati, ritiro del pacco gara, giro in centro con sosta ad un caffè storico, preparazione per il giorno dopo, nanna presto ( ed inevitabile sveglia “notturna” dovuta alla tensione…).
La mattina ci attende, oltre ad una buona ed abbondante colazione, un esperto runner francese che ci dice che Torino è “…. tres jolie…” e che questo percorso, spianato quasi come un tappeto da biliardo ” c’est plus facile…” ( rispetto alle precedenti edizioni)
Raggiungiamo quindi piazza Castello in autobus. Tanta gente per quest’edizione della Turin marathon. Quasi 600 iscritti in piu’ dell’anno scorso, che pure aveva beneficiato dell’annullamento di New York con tante iscrizioni dell’ultimo minuto. Inno nazionale e si parte. I primi 2 km sono da delirio, perchè qui ( pecca dell’organizzazione) non ci sono ne’ griglie ne’ ordine, quindi sembra di stare nel mezzo di una affollata tapasciata. Che non sarebbe una brutta cosa, se non fosse che qualcuno ( mi ci metto anche io ) oggi cerca un cronometro amico. Recupero comunque il tempo che mi ero prefissato nel giro di 2/3 km, e la tabella che mi ero stampato in testa viaggia che neanche un cucu’ svizzero sarebbe cosi’ preciso. Alla mezza le gambe tengono ancora bene e la proiezione è quasi da personale, sotto le 3 ore e 12. Ora, lo so che si dovrebbe partire un po’ piu’ piano e cercare di accelerare sul finale, ma questo ritmo – ai miei 3 neuroni non impegnati a comandare gambe e ginocchia – sembrava sostenibile. Al 28° km le prime avvisaglie di qualcosa che non va: piccolo tratto in falsopiano ( “discesa al contrario” direbbe uno dei pacemakers incontrati il giorno prima) e le gambe mollano un po’ il ritmo. Ci sta, è vero, ma di solito questi sono i tratti che tengo meglio. Arrivo al 30mo km e sento che la gamba non gira piu’ benissimo. Al 32mo sento i primi segnali di crampi. E’ il segnale. Devo rallentare. Avete mai provato la sensazione di trovarvi su di un aereo e sentire spegnere all’improvviso i motori? Io no ( e spero non mi capiti mai… ) ma penso che l’esperienza possa essere circa la stessa, paura a parte. Cerco di tenere un ritmo “decente” fino al 34/35 ( planare ? … ) … poi mi sorpassano – alla grande – anche i pacemakers delle 3ore e 15, e da qui all’arrivo sara’ un calvario. Mi rendo anche conto che chi è vicino a me non è che corra molto piu’ forte di me. Cerco di correre tranquillamente piu’ tratti che posso, e quando riprendo il mio ritmo , tengo ancora abbastanza bene. Ma il pensiero di fare ancora 4/5 km cosi’ è terribile. Raggiungo il 40mo km. Mi fermero’ ancora un paio di volte, ma ormai manca poco. La testa ha gia’ assorbito completamente l’obiettivo di oggi, che è solo finire la gara e riuscire a non star male. Vedo i gonfiabili e l’arrivo gia’ dal fondo di questo viale gremito di gente che ci incita ( davvero tanta, qui nel finale ) e chiudo anche questa maratona con un crono tutto sommato neanche da buttare. Cosa rimane? Chi mi conosce sa che il primo obiettivo da porsi, prima e dopo lo sparo, è sempre quello di finire la maratona, senza guardare il tempo. Io ho provato a spingere un po’ piu’ in la’ l’asticella.; questa volta non è andata come pensavo, pero’ a Torino prima o poi ci ritorno. E magari la prossima volta l’asticella la oltrepasso.

Agostino

Nominativo ALBERTI AGOSTINO
Sesso M
Anno 1978
Nazione ITA
Pettorale 1570
Categoria
Società 5 CASCINE CISLAGO
Codice Società
Km 42,195 Km
Posizione 770
Posizione Categoria 113
Tempo 03:20:13
Tempo Reale 03:19:09
Nominativo RITONDALE SERENA
Sesso F
Anno 1981
Nazione ITA
Pettorale 3422
Categoria
Società 5 CASCINE CISLAGO
Codice Società
Km 42,195 Km
Posizione 2564
Posizione Categoria 20
Tempo 04:06:36
Tempo Reale 04:05:31

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