Venice Marathon by Mondini

IMG_1637“Mettiti dietro coperto! E andiamo…”
Quando all’uscita di Parco San Giuliano ho sentito Agostino dirmi queste parole, ho capito una cosa importante.
No, non che ce l’avrei fatta a finire la mia prima maratona: eravamo al 32°km e arrivato a quel punto l’avrei terminata anche strisciando…
No, nemmeno che avrei concluso con un ottimo tempo: non era quello l’obiettivo della giornata…
Ho capito, o meglio ho avuto la conferma che, nonostante molti considerino la corsa una prestazione individuale, anche in questa disciplina Ë possibile creare e vivere quello spirito di unità che contraddistingue gli sport di squadra.

Per la mia prima maratona ho scelto come sede Venezia, perchè un evento unico -la prima rimarrà per sempre la prima- merita una cornice unica (e quale città lo è meglio della Serenissima?), perchè contavo di alleviare la fatica godendo di un panorama eccezionale e perchè era l’occasione di vivere una bella gita con gli amici delle 5 Cascine.
Dopo settimane di allenamenti individuali e tapasciate domenicali di gruppo, sono arrivato carico all’appuntamento e confortato dal fatto che lo avrei condiviso con un gruppo di corridori molto affiatato e molto esperto in materia.

Posso dividere il percorso della maratona in tre tronconi: la prima parte (dalla partenza di Stra fino alla mezza) si snoda lungo la riviera del Brenta, in cui il serpentone colorato dei runner si specchia e dove Ë possibile costatare quanto questa corsa sia sentita. Ogni paese attraversato offre infatti agli atleti un’accoglienza calda: tantissime band e bande (con tanto di sbandieratori) che suonano ogni genere di musica, cartelloni e saluti di incitamento, mani piccole di bambini o rugose di anziani a cui battere il 5.
Tra il 22°km e il 32°km si attraversa poi Marghera con la sua area industriale e, dopo un lungo sottopasso, Mestre che, regala prima il passaggio nel suo centro e poi lo scollina mento di Parco San Giuliano: fino a qui la mia corsa Ë stata agevole, grazie anche alla compagnia di Paolo e Agostino, poi dal 30°km iniziava per me un’esperienza nuova, perchè entravo in un territorio sconosciuto da affrontare correndo.
Per questo è stato fantastico potere contare per l’ultimo terzo di gara su un pacemaker personale come Agostino, che -poco ci è mancato che succedesse davvero- mi ha preso per mano e mi ha consigliato su come correre, come sentire meno fatica, come vivere quei momenti, ha addirittura avuto il fiato per invitare il pubblico a incitarmi!
Al suo traino mi condotto prima lungo il Ponte della Libertà, dove abbiamo cominciato a superare un po’ alla volta decine di runner (alla fine più di 200 negli ultimi 10km), e poi fin dentro a Venezia, sui ponti che cominciano quando si giunge sulla riva a fianco del Canale della Giudecca.

Immagine 13Il 40°km coincide con la Punta della Dogana, da cui attraversiamo il Canal Grande su un ponte galleggiante costruito ad hoc, e arriviamo a San Marco dove nonostante la fatica riesco a vedere le nostre tifose Teresa e Anna, curva a sinistra dopo il Campanile, giù per tutta la Piazza, inversione a U per riattraversarla abbracciato dalla folla e con lo sguardo incantato dalla cattedrale, svolta a destra sotto Palazzo Ducale, saluto Serena che ci sta filmando, ultima curva a sinistra che immette nel rettilineo di Riva degli Schiavoni verso la linea d’arrivo situata in Riva Sette Martiri.
Sugli ultimi ponti il fiato mi manca più per l’emozione che per la stanchezza, appena arrivato mi metto le mani sulla testa come a dirmi “Ma cosa ho fatto??”, batto il 5 a Paolo e abbraccio Agostino, mi chino per permettere a una bambina di infilarmi al collo la medaglia, recupero pacco gara e sacca con gli indumenti.
Non sono sfinito, ma ho la sensazione di essere svuotato, prosciugato, sono pronto a piangere ma le lacrime devo averle sudate perchè non le sento scendere a irrigarmi il viso.
Recuperero le forze e la capacità di parlare solo dopo una bella doccia, pronto a festeggiare insieme a tutti gli altri, che al proprio ritmo stanno terminando la loro maratona, con un bel pranzo (o meglio merenda, vista l’ora) a base di pesce.Voglio ringraziare tutti quelli che hanno corso con me nelle settimane di preparazione e uno per uno i miei compagni d’avventura veneziani -corridori o supporter-, e quindi:-grazie Paolo
-grazie Piero
-grazie Pino
-grazie Elio
-grazie Andrea
-grazie Daniele
-grazie Giusy
-grazie Serena
-grazie Teresa
-grazie Anna

Ma permettetemi un grazie particolare per 4 pilastri su cui si basano le nostre 5 Cascine:
-grazie Stefano per l’organizzazione, non era facile mettere insieme i pezzi della due giorni di trasferta ma i risultati della squadra testimoniano che oltre ad esserci allenati bene abbiamo anche passato alla grande il weekend in laguna
-grazie Gabriele (Guzzino) perchè se il nostro è un gruppo in cui ciascuno può trovare la propria dimensione e stare bene è merito di un presidente che ha sempre una parola bella e un incoraggiamento per tutti e sa creare il bilanciamento corretto tra competizione e divertimento
-grazie Gabriele (Poli) perchè è il riferimento ideale per ogni runner ed è stato molto utile confrontarmi con lui per prepararmi anche mentalmente ad affrontare questa distanza
-grazie Agostino per quello che hai fatto per me in quegli ultimi 10km, mi rimarrà un’esperienza di amicizia e un ricordo indimenticabile che non scambierei per un risultato cronometrico migliore. Serena, non hai sposato un uomo, hai spostato un mito!
Infine, voglio dedicare il traguardo che ho tagliato domenica 27 ottobre 2013 a quel sorriso che, seppur lontano, mi ha illuminato non solo i 42.195km del percorso ma le due giornate dall’alba del sabato alla mezzanotte della domenica.
Quando sai di poter contare su un sorriso cosÏ nella vita, tutto diventa meno faticoso, più facile, più felice.

Andrea

Venice Marathon 2013
Venice Marathon 2013Ott 29, 2013Photos: 173
 

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