La mia prima maratona

Descrivere l’esperienza di una maratona e’ il cercare di concentrare migliaia di sensazioni ed emozioni che si susseguono prima, durante e dopo la competizione…proverò a raccontarvi la mia tapasciata da 42,195 km.
Il sabato (prima del di’ di festa!) arrivo a Lovere per il ritiro pettorale e, dopo un breve giretto al porto, mi dirigo al cimitero di Sovere dove riposano i miei cari nonni..ed e’ in particolare a mio nonno Domenico che dedico la mia prima gara da 42, amava lo sport.
Il sabato sera c’è il tempo per una birretta coi cugini e poi a nanna.
La notte scorre tranquilla, dormo sereno e al risveglio mi godo una bella fetta di crostata fatta in casa dalla zia…
preparazione da top runner, più o meno.

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Alla partenza saremo circa 700 ma solo la meta’ fa l’individuale mentre il resto fa la staffetta a coppie 21+21.
Mi aggiro in zona gonfiabile-partenza quando incrocio lo sguardo con due canotte “podismo&cazzeggio”…
via, si parte, sto vicino a loro dopo aver detto di voler stare sui 5’10″/km.
La prima parte, fino al 6km circa, e’ un paesaggio tagliato da lago a sinistra e costone di montagna a destra e percorrere poi 1km in galleria buia mi ha ricordato i lunghi fatti al mattino presto (molto presto).
All’uscita della galleria il sole si fa sentire di più e inizio a sudare mantenendo ritmi che oscillano fra 4’45”-5’00″/km
perche’ il cardio, nel frattempo, aveva perso il segnale.
Castro, Riva di Solto, Tavernola si presentano come passaggi deliziosi: bande di paese, anziani che ti salutano,
ristoratori che ti invitano per il dopo gara e le gambe vanno senza problemi.
Arrivo a Predore al passaggio della mezza e son ancora vicino ai miei veterani angeli custodi e pian piano raggiungiamo il pacer dei 3’30” (???) ma son tranquillo perché le gambe son sciolte.
E’ la volta di Sarnico con le sue spiaggiette e alberghi resort, riesco a godermi il panorama anche passando a Paratico e poi bruscamente si lascia la vista di Iseo (e il traguardo) virando verso l’entroterra e Cortefranca.
Qui il pubblico che ti incita si fa più raro; percorro per 4-5km una ciclabile ed inizio a calare sui 5’40″/km perché
le pendenze cambiano. Arrivo ai 35km che son passate 3h esatte dallo start (“non male” mi dico) e a giudicare dai vigneti in lontananza siamo in Franciacorta. Le novità sono che i 2 amici di cammino mi han lasciato ed il pacer dei
3’30” si fa lontano come quello, gradatamente, dei 3’45”.
La verità e’ che le colline della Franciacorta sono dei veri e propri gran premi della montagna e la stanchezza mi fa arrancare (uh uh) a 5’50”-6’00″/km con svariate soste per camminare in salita.
Questa parte di gara e’ diversa: alcuni si fermano con vari dolori, chi fa streching per crampi, chi ti incita superandoti
e chi abbandona…pero’, dai, chi ti indica la strada ti dice che:”e’ l’ultima salita poi tutta discesa fino a Iseo”con tipico accento bresciano ma mi accorgo che e’ una presa per il culo che si ripete 4 volte:-) .
Gli ultimi 4 km sono un calvario verso il Golgota perché mi sento cedere, la gente nelle case sta pranzando e sento profumi di cibo ovunque. Lascio i vigneti e le bollicine della Franciacorta per passare dalla Torbiera del Sebino e vivere la vegetazione e lo scenario simile a quello di una tapasciata nel varesotto.
Arrivo a 2 km dalla fine con una fitta al polpaccio sinistro che sembra un crampo, ma riesco a proseguire fino al centro di Iseo dove finalmente trovo pubblico che incita e al traguardo i miei ma&pa, Morena e Leonardo….
un’emozione enorme!
Ringrazio di cuore Morena per aver sopportato le mie levatacce mattutine di allenamento ( pure in vacanza)
e i miei parenti premurosi in tutto e mando un “in bocca al lupo” ai soci in preparazione della VeniceMarathon!

Ah, dimenticavo, finita la maratona ho detto “mai più” ma già oggi penso ad aprile per quella di Milano!

Andrea

Maratona dell'acqua
Maratona dell'acquaSet 24, 2013Photos: 8
 

 

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