Le maratone “5 Cascine”

5cascinePassano i giorni, i kilometri ma la voglia di correre quella no, non passa mai…neanche con la neve! È lungo questo inverno e quest’ultimo colpo di coda sembra fatto apposta per lasciarci ancora sulle spine prima di abbandonare completamente le nostre divise pesanti. Eppure di tanto in tanto arriva il giorno buono, quando il sole scalda come ieri, ed allora diventa difficile resistere alla tentazione di indossare dopo il lavoro i nuovi pantaloncini della nostra associazione respirando quell’odore della primavera che arriva insieme a quei 14°. Abbiamo tenuto duro tutti quanti in questi mesi, non abbiamo mollato mai e siamo stati sempre presenti alle tapasciate domenicali in preparazione verso Brescia. C’eravamo a Veniano, dove siamo passati per i boschi i Lurago attraversando quello che è il “paradiso delle more” (un piccolo angolo che io e Agostino abbiamo scoperto nelle nostre uscite estive e che è diventato il nostro punto di foraggiamento principale per le nostre marmellate casalinghe…ma non vi dico dove si trova altrimenti ci lasciate a secco J ). Eravamo ancora in gran numero a Besano, anche con i -14° C. Quuel giorno, non sono bastati i primi 10 Km a manetta per scaldare i piedi e se non fosse stato per l’aiuto di Gabriele Landoni sarei ancora su quel ponticello ghiacciato che non riuscivo a superare per la paura di cadere…Besano è stata la volta di altre 2 new entry e la soddisfazione di immortalarci tutti con una foto (come vuole ormai la tradizione scaramantica davanti al busto di Don “Fistone” con la bandana del trail di Santa Cristina) e la corsa mozzafiato fino ad arrivare al lungo lago di porto Ceresio (che così bello proprio non me lo ricordavo), mi hanno fatto ricordare di quanto è bello fare così tanta strada insieme. Ed anche quest’anno non potevamo mancare all’Aranciolona, ancora una volta con la neve ma almeno non sottozero!! Sembrava quasi di essere ad Honolulu in quei 22 Km: tutti i volontari indossavano gonnelini hawaiani e c’era musica a tutto spiano in alcuni punti. Ma la soddisfazione più forte è stata quella di tagliare il traguardo prima del mio maritino, partito poco prima di me per farne 25 di chilometri che con i suoi ritmi avrebbe dovuto finire prima di me. Invece è Enrico a “prendermi” per primo, che poi è diventato la “lepre” per la volata finale, regalandomi una media negli ultimi kilometri di cui ancora vado fiera. Poi è stato il giorno della corsa del Pompiere a Lomazzo…giornata storta ma “salvata” in extremis dai pompieri volontari. Ancora una volta lo zampino della neve stava facendo saltare tutto o quasi. Quel giorno io e Agostino avevamo un lungo di 30 km in tabella e a conti fatti partendo da Limido a piedi e percorrendo i 21 della tapasciata ce l’avremmo fatta!! Peccato però che al mattino il risveglio è stato gelido e bagnato dalla neve. Ma abbiamo deciso tutti ugualmente di recarti a Lomazzo, dove gli organizzatori avrebero subito informato che i tracciati di 14 e 21 kilometrri sarebbero stati annullati (comprensibilmente!!). In teoriia era consentito correre per un unico giro di 6 km ma poi è bastato poco per convincerci che un secondo giro si poteva fare…ma non di più, non potevamo certo abusare della buona volontà degli organizzatori che nonostante tutto ci hanno consentito di correre riservandoci un buonissimo thè caldo all’arrivo. Giunge poi il momento di Cogliate e qui il lungo si doveva fare per forza…ed ecco che al mattino scopro che non sono l’unica a fare calcoli matematici raddoppiando o sommando i percorsi pur di arrivare al kilometraggio prefissato. Io parto con un giro da 6 per poi sommare i 21 ed arrivare a 27, Alessio voleva unire i 6 e i 12 per avere i 18….e c’è chi va diretto sui 21 e chi invece sui 12…ma conti a parte almeno quel giorno siamo stati all’asciutto e tutti abbiamo potuto testare le nostre gambe in previsione di Brescia.

130211_083115Brescia art marathon! La nostra impresa 5 cascine è riuscita a pieno nell’intento, non solo per la presenza massiccia di soci, ma per il fatto che quasi tutti abbiamo fatto il personale. Settimane di preparazione al freddo e sotto la neve sono servite a regalarci una delle soddisfazioni più ambite di noi runners. Personalmente non avevo velleità di tempo, mi sarebbe bastato correre bene e puntare al tempo che avevo fatto a Novara…mi chiedevo sul pulmann se anche questa volta ci sarebbe stata la Ramponi Pierangela della situazione da battere!?! Sapevamo che il clima sarebbe stato incerto e come in ogni gara possono essere molti gli imprevisti del caso. Ma questa volta oserei dire che, organizzazione a parte (un po’ deludente per il deposito borse sia alla consegna che all’arrivo), è stata una gara perfetta. È difficile che una gara vada al 100% come la immaginiamo, ma questa volta avevo deciso di migliorarmi soprattutto nello stile della corsa e nella tenuta. Non so cosa mi abbia aiutata di più: forse la presenza dei maratoneti che di chilometri ne avevano 42? Oppure superare i pace delle 3h45’? o avere l’ “animazione” maratona (anche se un po’ carente nella parte centrale)? Credo siano tante le cose che mi hanno aiutata anche quando mancavano 3 km e non ne potevo più.. pensavo già che anche questa volta il personale sarebbe sfumato, ma forse incontrare un podista che mi dice di essere alla 3^ maratona consecutiva in poche settimane e che avrebbe corso la 100 Km mi ha fatto scattare qualcosa…questo gentil podista mi ha datto “vai! che tu sei arrivata!!”…mancava poco e non poteva mancare a questo punto l’accelarata finale per poter tagliare il traguardo a 1h50’ (1h e 49’ di real time). E come me, tanti di noi hanno visto sgretolare i vecchi tempi!! Complice il tracciato veloce? oppure la nostra tenacia? Ma senz’altro giornate così, anche con un’organizzazione che qualche pecca l’ha fatta, sono irripetibili. Il divertimento maggiore è stato al ritiro bagagli, dove con un po’ di fortuna siamo riusciti a recuperare le nostre borse ed è stata una sorpresa veder sfrecciare a pochi metri di distanza quelle 2 gazzelle nere che chiudevano la maratona.

Ma di maratone anche noi 5 cascini ne facciamo. E non parlo solo delle maratone a cui ci iscriviamo per partecipare. Parlo di quelle fatte ogni domenica, come l’ultima. Perché, chi si alzerebbe la domenica per poter correre un allenamento lungo facendo il giro del lago di Varese da solo o in compagnia di qualche amico e per giunta con la neve? Siamo stati in 6 a fare un fuori programma. Non ce ne vogliate, ma l’urgenza di lunghi si è fatta sentire e non è stato facile convicersi che questa domenica con o senza neve il lungo bisognava farlo per forza. Chi sta preparando Milano non aveva molte altre alternative e così dopo vari messaggi di solidarietà al sabato sera i giochi sono fatti: Agostino, Pino, Luca ed Enrico hanno in programma i 34 km ed il fatto di sapere che ci sarebbe stato anche Claudio Arni per girare a 5’ e 50” al Km ha convinto anche me ad unirmi al gruppo. Al mattino sotto la neve non c’era nessuno e penso che i nostri familiari ci avrebbe ricoverati in neuropsichiatria se avessero saputo che avremmo corso almeno per 2 ore e mezzo sotto tutto quel bagnato. Arrivati alla Schiranna siamo partiti subito, ma il gruppetto all’unanimità decide che 30 Km in questa condizione possono bastare. Io e Claudio puntiamo alla volta del giro unico (quindi 28 Km) mentre gli altri allungano di 2km. All’inizio sembrava persino piacevole avere quei piccoli granelli di nevi che si poggiavano sul viso. Il lago di fianco a noi sembrava non esserci più data la nebbiolina che lo copriva e poco alla volta i prati di fianco a noi prendevano il colorito biancastro. Fin da subito il nostro ritmo è stato poco al di sotto dalla media prefissata (5’ e 50” a Km) ed il tempo scorre veloce mentre Cluadio mi parla di come si sta peparando per essere uno dei pace maker della Maratona di Milano. Il fatto di riuscire a stare al suo passo mi dava speranza per le mie future maratone ed era un onore poter rodare le gambe con chi il 7 aprile sarà un riferimento per centinaia di persone, che vedranno passare quei palloncini delle 4 ore e 15 come la salvezza. Ad un certo punto la neve si è intensificata e credo sia stato quasi naturale per noi accelerare un po’…ma il fiato non mancava e anzi riusciavamo persino a parlare, senza far mancare le battute ricordandoci che Guzzino in un’occasione come questa avrebbe detto: ”com’è bello correre sotto la neve”. Ma il bello è stato che non eravamo gli unici. Di tanto in tanto incontravamo piccoli gruppetti, di 2 121217_081709-1o anche più persone che come noi credo avessero l’ambizione di fare tutto il giro del lago. E mentre correvamo facevamo i “conti” coi km, e non solo…ormai tutti noi ci siamo allenati a tenere la mente occupata anche con l’aritmetica quando si corre e noi lo facevamo cercando di capire a che punto il gruppetto di maratoneti 5 cascine inseguitori ci avrebbe superato…eravamo a poco più di metà quando mi sono accorta che dovevo pur bere ogni tanto, anche se speravo che il vedere la neve potesse bastare per dissetarmi un po’…e così quei pochi sorsi d’acqua con misto un po’ d’integratore fanno il loro ingresso, ma non è bastato sperare che potessero rimanere innocui…perché si sa che se indossi degli indumenti intrisi di acqua, se in più corri a 0° e bevi dell’acqua non riscaldata…qualcosa allo stomaco deve pur succedere. Ma sapevo che l’importante era arrivare nelle vicinanze del 25° km perché da lì sarebbe mancato poco. E così in effetti è stato. A 22 ci recuperano Agostino ed Enrico (noi pensavamo che ci ranggiungessero prima J) e a 25 non sapevo cosa faceva male di più se lo stomaco o le gambe… Volevo mollare e dico a Claudio di andare avanti se lui può…ma Claudio da vero pace è rimasto ad incoraggiarmi, dicendomi che se ero riuscita a finire una maratona dall’altra parte del mondo non potevo di certo mollare alla fine di un allenamento. Ho tenuto duro ed i consigli di Claudio sono stati fondamentali per tenere fino alla fine. Abbiamo concluso il giro con una media di 5’40” a chilometro, che in una giornata come domenica sarebbe stata difficile per chiunque. Oggi scrivo con il reffreddore, ma poco importa…anche se la gente normale pensa che è da pazzi correre con un meteo così io posso dire che siamo sopravvissuti tutti e che la nostra vera maratonaa l’abbiamo già corsa. Non ci siamo lasciati soli mai: Agostino ha corso con Enrico, Pino e Luca ormai viaggiano in coppia ed io ho avuto persino l’onore di avere un Pace personale. Credo che se ci troviamo a correre non è solo questione di avere lo stesso ritmo, ma sognare un giorno che i sacrifici fatti correndo insieme ci portino la soddisfazione di frantumare i nostri vecchi tempi e guadagnare ancora un nuovo tempo da scrivere, fermando il cronometro solo per immortalare la nostra impresa ed il nostro personale. Ringrazio tutti i soci 5 cascini che ogni qualvolta ce ne fosse stato il bisogno sono stati d’aiuto come pace e come motivators. Ed un ringraziamento speciale va al mio maritino che non smette mai di sognare nuove maratone e nuovi traguardi…e caro marito ammettiamolo che inizi a temermi con i miei progressi J..

Grazie a tutti!

Serena

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