La mezza di San Gaudenzio e Sumirago

DSCF1761Ancora non riesco a credere al successo di domenica. Erano un po’ di settimane di calo: allenamenti saltati per il meteo, tanta fatica nelle poche uscite fatte, la scalata al Sacro Monte non riuscita costringendomi a ripiegare sui 14 Km a Varese e tabelle su tabelle sfogliate sulle riviste per cercare di rimettermi in pista. 10 giorni fa a Sumirago la neve stava per farmi desistere. Siamo partiti numerosi da casa ed io dopo una settimana di stop pensavo che già 10 km in quelle condizioni potevano essere sufficienti. Nevicava a Sumirago e come è successo anche l’anno scorso alla stessa tapasciata, ci siamo persi…poche le indicazioni per il ritrovo al punto che qualcuno di noi sospetta l’annullamento dell’evento…ma poi ecco il famoso centro sportivo. C’è già chi dice di puntare ai 20 per rispettare il programma maratona, ed io….io penso che quei 10 Km mi stanno stretti, ma a volte bisogna essere realisti con le proprie condizioni di forma. Parto a correre e non me ne vogliate ma io e Mondini eravamo già avviati e abbiamo saltato la foto di gruppo…pensavo: ”prima parto, prima finisco”. Sto dietro ad Andrea per i primi 2 km, serpeggiando tra i pochi camminatori e gustando quella neve fresca sotto i piedi. Nonostante la scarsa assistenza sulle strade e cartelli messi in modo equivoco, sono riuscita a non perdermi anche quando sono rimasta sola, perché si sa che la gente quando vede la neve preferisce starsene sotto le coperte e a tapasciare eravamo pochi. Arriva presto la deviazione tra i 6 km e le altre distanze…”quasi quasi faccio 2 giri da 6” penso tra me e me, anche perché ricordo bene questa tapasciata tutta sali e scendi… no, proseguo per i 10 e al limite faccio un altro giro di 6 (se mi sento in forma). Ed ecco subito le prime salite! Inutile saltare il primo ristoro, avevo bisogno di tepore e di riprendermi un po’. Ed è proprio al primo ristoro che mi recupera il gruppo dei futuri maratoneti di Milano. Alla ripresa Paolo mi da il ritmo per un chilometro mentre io gli spiego tra calcoli confusi e ragionamenti metafisici che questa volta farò i 10…non sono molto convinta della scelta a maggior ragione che nonostante salite e neve le gambe tengono…e poi ecco il pensiero convincente: se faccio i 20 con la neve ho il rodaggio per la Mezza di San Gaudenzio. E così al bivio tiro dritto per i 20, recuperando terreno su chi vedevo che non ce la faceva e prendendomela comoda su quelle strade innevate, dove in salita era più facile scivolare all’indietro. Nelle discese vedere tutte quelle macchioline colorate che lasciavano le impronte faceva pensare di essere proprio fortunati a lasciare il segno sotto quegli alberi bianchi, come essere sulla luna. Guzzino ha detto che sembrava di essere a Courmayeur ed in effetti la neve e quegli ultimi 3 chilometri in salita, con gli alberi che s’inchinavano su noi, facevano pensare di essere proprio lì. Concludo i 20 km contenta e stupita di non avere così tanti dolori come mi aspettavo ed ero già con il pensiero alla mezza di San Gaudenzio, che è arrivata presto.

798210_10200512544039676_974239128_oQuesta domenica mattina il risveglio alle 5.30 ci ha fatto ricordare a me e ad Agostino quanto è impegnativo disputare una mezza, ma il ricordo delle belle sensazioni che avevo avuto l’anno scorso ci ha fatto alzare. Quest’anno niente neve a San Gaudenzio e ci sembrava già un successo. Preparo la borsa pensando che non ho niente da perdere: se sono arrivata fino in fondo alla tapasciata di Sumirago posso fare anche questa, senza pioggia e neve, ma “solo” un po’ di freddo. Questa volta il nostro gruppo è un po’ più numeroso rispetto all’anno scorso: 2 soci 5 cascine in più e un ospite, Alessandro. Iniziamo il viaggio con una mossa contromano di Walter e ci avviamo per l’autostrada, notando la brina sui prati ed il sole coperto dalla nebbia. Arrivati a Novara siamo contenti di vedere il parcheggio sterrato riempito di macchine e questo ci fa pensare che rispetto all’anno scorso ci siano parecchi partecipanti in più. L’obiettivo della gara che ci siamo dati al nostro breefing è di riuscire a stare davanti ad una certa Ramponi Pierangela MF60….non ce ne voglia questa “famosa” runner ma è stata oggetto del nostro “toto-maratona”. Chissà, forse perché le donne “ultra” a volte corrono di più delle 30enni e di uomini preparati, ma l’obiettivo è starle avanti. Ironizziamo un po’ e ci prepariamo sfoggiando ognuno un abbigliamento diverso: io e Agostino optiamo per i pantoloni a tre quarti, chi debutta con i pantaloncini e chi invece rimane sul lungo pesante. In questa occasione ho preferito coprirmi di più rispetto al solito, perché andando più piano fa un po’ più freddo. Mentre mi scaldavo pensavo a quel tracciato, ricordandomi i punti in cui l’anno scorso tirava vento ed arrivava la neve in faccia. Mi sono coperta quasi tutto il viso con la bandana e sopra la maglia 5 cascine ho preferito indossare uno smanicato contro le “docce emozionali” che sarebbero potute arrivare nelle campagne novaresi. Domenica sono partita da casa dicendomi che sarei stata già stata contenta se fossi riuscita a stare sotto le 2 ore, anche solo per 2 minuti e alla partenza puntavo i probabili pace. Siamo tutti pronti ed in griglia oserei dire che fa persino caldo. Il bello è sentire ancora una volta il brivido a sentire quella parola: maratona. È vero domenica era una mezza, ma tutte le volte che lo speaker lo ripeteva, pensavo a quanto sono belle le maratone e le mezze maratone. Con i ritmi presi ultimamente facciamo una mezza a settimana e sembra quasi un sogno di poterne correre ancora un’altra. È una mezza, ma già il nome fa pensare agli altri 21 km che ci sarebbero dopo. Si parte ed io seguo il fiume di runners e come l’anno scorso il primo obiettivo è riscaldare i piedi, poi scaldare le gambe e tenere un buon ritmo sufficiente a non soffrire il freddo fuori. Mi ricordavo il primo chilometro che portava fuori dal centro e mi stupisco di fronte al mio passaggio a 5’ e 15”. Proseguo di buona lena e la media non cambia, così fino al 5°Km e mi vedo negli specchi delle vetrine con quel passo molto falcato che quasi non sembro io. Salto il primo ristoro ed entriamo nelle campagne. Quei rettilinei lunghi fanno ben guardare avanti e visto che ho superato i pace dei 5’ e 30” a Km l’obiettivo adesso è tenere e guadagnare terreno. Sento molta gente che è qui per puntare sulla maratona di Roma e davanti a me due ragazzi che hanno il mio passo mi fanno da pace. Li tengo fino al 15° Km, dove ho perso secondi su un cavalcavia ed al ristoro. Ero talmente assetata che il the è sceso giù senza che me ne accorgessi. Per fortuna non era bollente come quello delle tapasciate, altrimenti mi sarei ustionata. Riprendo subito a correre consapevole che mancano “solo” 6 chilometri. Il passo è sui 5’ e 35” e progressivamente recupero, perché non vedo l’ora di finire. Credo ad un certo punto di aver superato la Ramponi Pierangela e recupero ancora anche se il passo non è più fluido come alla partenza, ma cerco comunque di andare in progressione. Oramai la mia preparazione su Brescia conta proprio su questo: non mollare a metà e spingere fino in fondo. Ancora guardo i tempi che ho fatto e mi stupisco di quegli ultimi chilometri in progressione, complice forse un podista che diceva che mancavano 200 mt e invece mancava ancora un po’. Arrivo al traguardo chiudendo con un real time di 1h 53’ e 35”. Finora è il miglior risultato degli ultimi 4 mesi e non posso che esserne felice. Avrei preferito dopo questa gran fatica una doccia calda, ma data l’esperienza dell’anno scorso ho preferito farne a meno, ma un buon risotto con il gorgonzola non si poteva negare a nessuno. Adesso sfoglio le tabelle con più convinzione e chissà se in queste settimane le ripetute non facciano miracoli.

E chiudo dicendo questo a chi ancora crede che la corsa sia solo per pochi: la Ramponi Pierangela è arrivata solo! 2 minuti dopo di me, pur avendo 60 anni!!

E a te che hai fatto il giro 5 cascine per la prima volta: adesso non resta che allenarti per la maratonina del Rugareto, giro dei 6 Km ovviamente… Capito mamma!?

Serena

Mezza di San Gaudenzio
Mezza di San GaudenzioGen 31, 2013Photos: 18
 

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