I motivi per correre

al madagascar  Scrivere con un pallina da tennis sotto il piede non mi era mai capitato…ma come si dice: “unire l’utile al dilettevole”! ed in questo caso nell’occuparmi della salute del mio piede mi piacerebbe aprire uno scorcio su quello che oggi è la corsa per me. Qualcuno potrebbe dire che domani pioverà dato il tempo trascorso dalle ultime mie righe lasciate sul blog. È passato talmente tanto tempo che dall’ultima volta ho fatto in tempo a cambiare stato civile e a tornare dal viaggio di nozze in Madagascar. In questi mesi non ho di certo smesso di correre, anche se ne sono mancate le narrazioni e poiché sono innumerevoli sia le tapasciate sia gli appuntamenti ai quali ho partecipato insieme a tanti di voi, che desidero riportare i momenti più belli che hanno segnato questo tempo. Dei chilometri corsi da questa primavera dopo la mezza del lago maggiore mi piace ricordare i paesaggi di Castelveccana e Olgiate immortalati da piccoli scatti col cellulare, le corse in pineta fatte e rifatte nelle tapasciate dei dintorni, per non trascurare quei 34 km di Inverigo e quei 21 di Briosco… e che dire dei giri intorno al lago di Varese, ottimi allenamenti per le maratone? Credo che in tanti abbiamo capito che basta uscire un po’ fuori di casa per poter godere delle corse in natura, certo non ai livelli del Madagascar dove il caldo dell’oceano indiano mette a prova di disidratazione. Ma oltre ai chilometri fatti, il più delle volte mai al di sotto dei 20Km, mi piace pensare alle chiacchierate in macchina che spesso accompagnano il nostro avvicinarsi alle corse. Chiacchierate di ogni genere, spesso ironizzando sulla nostra forma fisica oppure complimentandoci per i risultati con i più e strappando qualche consiglio per le corse future. castelveccanaE poi mi piace ricordare i “pace” 5 cascine che in tutti questi mesi non mi hanno fatto mollare nei momenti difficili, in particolare Guzzino, Riccardo, Enrico e Lorenzo che spesso mi chiedevano che fine avessero fatto le foto scattate e gli articoli ai quali erano destinate. Dovete sapere che mentre corro la domenica mi viene voglia di narrare la mia corsa dal momento in cui indosso le mie scarpe. E nel cercare di mantenere quella promessa, rimasta a volte nel cassetto per il lavoro ed il poco tempo, mi fermo a scrivere i km delle ultime domeniche, ancora una volta sul lago di Varese e poi a Pavia, dove motivi per correre ce n’erano ancor di più. Forse perché ho rivissuto tante tante sensazioni che mi ricordano i motivi per cui corro o forse perché così bella la mezza di Pavia proprio non me l’aspettavo. Sapevo che il pavè in centro per tutti quei chilometri poteva farmi male, ma poco importa ora. Mi piace ricordare la cura con cui ho preparato la borsa, partendo ottimista perché sapevo che, nonostante le previsioni, sarebbe stata una giornata di sole. È stato bello arrivare in una città che conoscevo già, trovare un parcheggio tra tutta quella gente e notare quanti indossassero il trofeo del giro del lago di Varese della settimana prima. È bello sfoggiare la nostra divisa in mezzo alla strada, massaggiare i muscoli per prepararli all’ardita corsa e, nonostante le nubi, indossare quegli occhiali da sole tanto scuri per sembrare più “cattiva” e al tempo stesso nascondere le lacrime nei momenti duri o di fronte alla commozione. È bello partire insieme al proprio marito, caricare il garmin e invidiare un po’ la moglie di un runner al bordo della strada con una pancia di quasi 9 mesi… è bello poi partire per i primi 4 chilometri, dove mi stupisco dei miei 5’ a Km. Primi chilometri difficili in centro, ricchi di strade in pavè, curve e sali-scendi. Poi ecco arrivano i primi tratti lunghi e lì sento le mie canzoni preferite che mi frullano per la mente. Non mi serve l’ipod per sentirne il ritmo, lo sento nelle gambe e dietro i miei occhiali scuri mi sento un po’ quella Straneo alle Olimpiadi di Londra. Inizio a salutare chi da bordo strada mi incoraggia, saluto i fotografi sentendomi un po’ vip anche io. Questa volta non mi aggrego ai gruppetti come al giro del Lago, ma faccio la mia gara, guardando dritta la strada e ricordando bene i motivi per cui corro. Mi sono lasciata prendere dalle gambe, ma soprattutto dal cuore. Correvo e quando mi sono accorta che dall’altra parte del naviglio c’era il gruppo di testa che correva in senso opposto, non ho perso un runner assortoneanche un secondo a cercare tra quelle canotte, quella uguale alla mia… ed eccolo lì a fare il ritmo il mio maritino! Vai Ago! ho urlato e di rimando anche lui! Ancora di più le gambe andavano, la foga aumentava dopo quell’incoraggiamento e volevo ancora una volta sorprenderlo non mollando mai. E poco dopo un’altra sorpresa mi ha permesso di tenere saldo il ritmo della mia corsa: il sole! Eccolo spuntare e farsi largo tra le nubi ed è stato lì che ho detto che il ‘sole asciuga quel sudore da fatica come la corsa a volte fa passare il nero delle giornate storte’. E dopo poco sento ancora il rieccheggiare della voce di Agostino alla quale rispondo “forza Marito, ci vediamo all’arrivo!”. Mancava poco meno di metà, passavano i chilometri in quei dentro e fuori dalle vie della città e nel risalire quel fiume di runners scorgo proprio davanti a me i podisti imbattuti della domenica scorsa…penso che forse questa volta posso farcela a tagliare prima io il traguardo e ce la metto tutta fino alla fine. Manca un chilometro e i conti dicono che posso fare il personale, scendere sotto quell’1h e 50’! metto tutte le mie ultime energie e siamo in 5 a darci il cambio per tirare. Mi trovo in mezzo a un gruppo affiatato e spero di poter arrivare così all’arrivo, in mezzo a loro che, seppur tutti sconosciuti hanno una cosa in comune con me: un cuore per la corsa. Manca poco ed il personale sfuma, complici forse quei 300 metri in più…ma poco importa perchè all’arrivo l’ultima spinta arriva da Agostino che come sempre con il suo carisma mi porta al traguardo. Non importa se ancora una volta non ho frantumato il personale o se altri sono arrivati prima di me, per me l’importante è stato metterci il cuore e commuovermi dietro quegli occhiali scuri per un altro traguardo da 21 guadagnato.
Serena

I motivi per correre
I motivi per correreOtt 19, 2012Photos: 13
 

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