Devero-Veglia Trail 2012

Questo non sarà un racconto di classifiche, sfide e agonismo. E non sarà neppure un racconto di tabelle, asfalto e cronometri.
Questo sarà un racconto di chi ha condensato in una giornata qualche pagina di resilienza di Trabucchi, un paio di video di Kilian, un aneddoto di Brunod e una passione crescente per il Trail.
Nasce forse anche un po’ con questi miti e si sviluppa con le tante tapasciate nei boschi quella voglia sfrenata di correre in natura, quel piacere del silenzio solitario in quota, quel dialogo interiore che lascia spazio solo all’altruismo di chi vive la montagna.

Noi siamo partiti tutti un po’ sprovveduti ma con tanta determinazione. Veleggiava denso il timore che ti attanaglia il giorno prima di un esame, quando hai passione per la materia ma sai che potevi, o dovevi, prepararti meglio.

Paolo Q. si è allenato con qualche montagna nel comasco, tra Bolletto e Bollettone, ed è forse quello più in forma.
Claudio si è sposato, tanti auguri, ma il giorno più bello della sua vita gli ha sottratto tanti giorni di allenamento. E se lo ripeteva ogni giorno…con tanta pazienza di Chiara…
Teo ha avuto un evoluzione incredibile: da 0 a 46km in un anno (e 2500 mt di dislivello!!!).
Fabio, che ormai è diventato il portavoce interno di SpiritoTrail, dispensa consigli e rispetta sempre il ruolo del Guru-Trail.
Antonio, che tutti ammiriamo per aver portato a termine 3/4 di Passatore è l’unico che sa cosa vuol dire “ultra”.
E poi ci sono io, Gabriele, che ho un conto in sospeso con il Devero e mi devo prendere una rivincita dopo la distorsione in gara dello scorso anno.

Ceniamo al Rifugio Castiglioni con la splendida compagnia dello Staff, ed abbiamo così il piacere di conoscere Enzo, Speedy, Julia e tutti i ragazzi che fanno mille sacrifici per organizzare questa gara. Sono felice di rivedere Robertina, l’angelo custode che lo scorso anno mi ha scortato zoppicante e sofferente verso la salvezza (le avevo promesso che sarei tornato, ed ho mantenuto la mia promessa).
La notte lascia poco tempo per dormire e riposarsi, e così i più mattinieri cominciano alle 6 i preparativi che li porteranno al battesimo della distanza ULTRA, etichetta riservata ai percorsi oltre i 42km della maratona.
Le previsioni aggiungono incertezza all’abbigliamento, come se ce ne fosse bisogno, ma forse siamo fortunati ed oggi c’è una temperatura perfetta per sfidare se stessi.

Ci sentiamo un po’ supereroi quando ci avviciniamo lentamente alla partenza, con quel passo rallentato come fossimo nel trailer di Armageddon. Antonio Capasso e Arturo Barbieri colgono l’istante con tutto il gruppo e Robertina ci regala qualche consiglio prima di lasciarci alla nostra impresa. Si parte tra gli applausi di due ali di folla, dove turisti e partecipanti della 17km si mescolano per rendere omaggio a chi ha deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo.
Per motivi di sicurezza il percorso è stato cambiato, così affrontiamo subito una bella discesa che ci porta a Goglio, ai piedi di 1000mt di salita verso il Monte Cazzola. E’ una salita molto impegnativa, che un offre un finale da incubo, con pendenze incredibili avvolte da nebbia e nuvole. Segnaletica e presenza di personale sono impeccabili, impossibile perdersi.

Salutiamo Speedy che ci attende in vetta, affrontiamo un’altra salita e dopo circa 3h15′ ci lanciamo a fionda verso il Devero. Intanto Paolo G, Meoni, Stefano, Ilde, Angelo, Guzzino e  Bat sono partiti per affrontare i 17 km che li porteranno all’Alpe Forno, passando per il favoloso lago del Devero.

Abbiamo già più di 25 km alle spalle e la stanchezza comincia a farsi sentire. Io lotto con i crampi che si presentano nei punti più impensabili, Claudio non riesce più a mangiare e può soltanto bere, Paolo ha preso il volo e il povero Fabio a causa di una caduta è costretto ad abbandonare. Solo lui sa quanto sia difficile prendere una decisione del genere.
Raccogliamo le forze, stringiamo i denti e riprendiamo a salire.

I panorami sono favolosi ma il finale verso la cima dell’Alpe Forno ti presenta il conto: 2235mt al 35°km. E’ il punto di non ritorno. Puoi restare qui ad attendere le prossima era glaciale oppure abbassare la testa e soffrire per 10km di discesa ondulata che spezza delle gambe già malandate. Il responso delle marmotte è inequivocabile: “Corri Uomo, laggiù ti aspetta la gloria”

E allora via, per inerzia, stanchezza e determinazione verso il traguardo. Che sembra non arrivare mai.

A poche centinaia di metri dall’arrivo ti accolgono dei bambini che sono l’immagine della gioia, e che cercano la tua mano per salutarti. Credono probabilmente di salutare un campione, ma non sanno che quel gesto ci ricarica di quell’energia che pensavamo persa, ci fanno esplodere un’emozione nel cuore che ci porta ad un passo dalle lacrime e ci fanno letteralmente volare attraverso gli applausi cadenzati dallo speaker che annucia a gran voce il nostro arrivo. Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo conquistato il Devero!

Il resto non si può descrivere, è un Big Bang di emozioni che può capire solo chi ama questi sport, fatti di fatica e sofferenza, e che trovano nel saluto di un bambino il premio più bello.

Grazie a tutto lo staff Trail-Running per l’impeccabile l’organizzazione.

Ciao,
Gabriele

PS. Quest’anno al Tor de Geants fate il tifo per Robertina, Julia, Scilla ed Enzo!!!

Sito ufficiale:http://www.trail-running.it/alpedeverotrail/deverotrail.htm

Devero-Veglia Trail 2012
Devero-Veglia Trail 2012Lug 3, 2012Photos: 124
 

Ti è piaciuto l'articolo? Perché non lasci un commento?