Variazioni sul tema – Triathlon a Gaggiano

Domenica 13 avevo in previsione solo 5 km di corsa, il problema era che prima avrei dovuto affrontare 750 metri a nuoto e 20 km in bici… mi ero iscritto ad una gara di triathlon nella versione sprint, la più breve.

Thriatlon Gaggiano (MI), 2010

Thriatlon Gaggiano (MI), 2010

La partenza della prima batteria (per intenderci, quella degli scarsi) è prevista per le 8:30, per cui colazione alle 5:45 per evitare la congestione nella frazione di nuoto e partenza alle 6:30. Alle 7:15 mi ritrovo a parcheggiare all’interno di una cava fra colline di sabbia e macchinari enormi ed arrugginiti.

Nessuna traccia di laghi o di percorsi podistici, poi scopro che infilandosi a piedi in una stradina si raggiunge il tendone dell’organizzazione. Mi piazzo nel gazebo del gruppo triathlon di Busto in attesa di compagni di gara. Arrivano, mi faccio spiegare cosa devo farmene di adesivi, elastico, braccialetto e come funzionano i cambi. Semplice: esci dall’acqua, corri, strappa la cuffia, togli gli occhialini, infila il pettorale, gli occhiali, il casco, le scarpe, prendi la bici, corri, salta sulla bici e pedala, scendi dalla bici, corri, posa la bici, gira il pettorale, togli il casco e gli occhiali, cambia le scarpe e corri.

Insomma, c’era da correre.

L’acqua è a  23°C, favolosa, l’uso della muta, che aumenta la velocità della nuotata,  è vietato. Siamo circa 130 sulla spiaggetta, tutti con la cuffia gialla della prima batteria ed il numero tatuato su braccio e polpaccio. Si parte, faccio mezzo passo in acqua e già non tocco più, cerco il mio spazio fra le bracciate dei compagni di gara e lo trovo, sono il primo del gruppo dei ritardatari, quindi ho una buona visuale sulla linea di gara e nuoto abbastanza tranquillo. Solo al giro di boa si prendono un po’ di manate, ma niente di chè.

Esco dall’acqua in 17 minuti e mi sento un eroe, supero goffamente il cambio e mi ritrovo a pedalare ai 27 km/h sul percorso di gara. Mi passano di fianco in 3 e mi aggancio: 43 km/h ! resisto fino a quando fanno uno strappetto dopo una curva e li perdo. Proseguo al mio passo da BikeMi fino a trovare un bergamasco con il quale ci diamo il cambio fino alla fine, riuscendo a tenere i 32-33 km/h.

Di nuovo al cambio, faccio quello che posso, scopro che cambiarsi le scarpe con il fiatone è difficilissimo e che sono l’unico a dover fare il fiocco ai lacci, perché esistono quelli apposta, ma questa è la mia frazione, infatti mi ritrovo a superare parecchie persone, peccato il ghiaietto sul quale si affonda e scivola. A 20 metri dal traguardo, mi sembra che il percorso giri a sinistra e svolto, ma vengo fermato da uno dello staff che mi indica l’enorme gonfiabile con su scritto ARRIVO dietro le mie spalle, ah ecco…  Fantastico, taglio il traguardo e mi congratulo con me stesso.

Morale? Non esistono traguardi impossibili, per quanto lontani possano sembrare alla partenza. Basta solo decidere di muovere il primo passo e accettare la fatica del percorso.

Whenever you can play, play hard !

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